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Il senso del tempo: la magia perduta

Avete mai pensato che per ogni cosa ci sia il suo tempo?

Se guardiamo le persone attorno a noi, vedremo come la maggior parte delle loro scelte od azioni siano dettate dall’impulso a fare. Siamo sempre più ossessionati dalla fretta di vedere realizzate le cose che ci passano per la mente, e normalmente dopo lo spunto iniziale l’energia cala e le cose rimangono incompiute.

Sicuramente tutti vorremmo vedere i nostri sogni realizzati al più presto, e per questo siamo disposti a rischiare e buttarci senza prima considerare che per ogni azione c’è il momento più adatto. Se una gemma volesse sbocciare a gennaio andrebbe incontro ad un’infausta fine.

Sono il primo ad insegnare che aspettare di avere tutto quello che “pensiamo” ci manchi prima di agire, non è la scelta giusta. Fare con quello che si ha, non ha nulla a che vedere con lo scegliere il momento giusto per iniziare, o per concludere una azione.

Abbiamo perso il tempo naturale

Nel mondo delle preparazioni erboristiche, spagiriche, alchemiche, i fattori da tenere in considerazione sono moltissimi. E’ stato proprio in quell’ambiente che, mentre apprendevo a preparare Elisir e Quintessenze, ho primariamente imparato a sintonizzarmi con l’universo che mi circonda. Una volta in sintonia, le mie azioni hanno iniziato a scivolare in flussi di energia infinitamente più ampi di quelli mossi dal mio semplice desiderio.

Mi spiego meglio.
Fin da piccoli abbiamo cominciato ad adattarci ad un tempo scandito dall’uomo, dove i giorni sono tutti uguali, le ore durano lo stesso tempo ed il calendario è scandito dai bisogni della comunità.

Ma la realtà è molto diversa: in estate le ore sono molto più lunghe che in inverno, l’energia per iniziare le cose che abbiamo in primavera è infinitamente più grande di quella che abbiamo in autunno, ma malgrado questo milioni di bambini e ragazzi ogni autunno si preparano ad iniziare un anno scolastico.

Com’è possibile vivere in modo naturale in un mondo che molto spesso ha i ritmi sfasati?

Purtroppo nessuno ci insegna a rispettare i ritmi naturali, anzi, ci viene insegnato ad essere sempre pronti a fare quello che ci viene ordinato nel momento in cui ci viene detto, ma nessuno ci dice come fare per riuscirci.

Come possiamo dunque trovare l’armonia nell’agire anche se siamo in contrasto con le energie esterne?

È possibile farlo?

Se volete riprendervi la vostra vita, la prima cosa da fare è iniziare a considerare ogni vostra azione come appartenente ad un ritmo. Ci sarà sempre un inizio dove metteremo la forza esplosiva della primavera, un primo periodo che vivrà dell’entusiasmo estivo; successivamente cominceremo a gestire le forze e a tirare le somme nella stagione del raccolto, ed infine ci troveremo a riprogettare la nuova rinascita sotto la coltre di neve invernale.

Solo quando avrete imparato a vedere questo cerchio della vita potrete confrontare il vostro momento con quello dell’ambiente esterno. Se riuscirete a sovrapporli avrete un grosso aiuto e le vostre azioni vi costeranno meno fatica. Se invece siete lontani dai ritmi naturali, e siete impossibilitati ad adattarvi non disperate, basta essere consapevoli del vostro ritmo e del fatto che dovrete spendere più energia per contrastare le forze esterne.

Essere in armonia con le varie parti di noi stessi e con il mondo in cui viviamo ci può portare ad avere ritmi diversi, su fronti diversi, e riuscire a mantenerli tutti in equilibrio è una delle grandi sfide del Vivere.

Ritorniamo ad imparare a chiudere i cerchi

Questo è uno dei segreti più importanti: manteniamo la nostra essenza in sintonia con l’universo e poi adattiamo i ritmi diversi alle varie azioni che siamo tenuti a fare. Non confondiamo quello che siamo con quello che facciamo.
Da parte mia ho sempre ben in mente come ogni azione che intraprendo alla fine sia sempre un cerchio che devo chiudere, o come dicevano gli antichi:

“Se lo apri, chiudilo.
Se lo incendi, spegnilo.
Se lo rompi, aggiustalo.
Se non puoi aggiustarlo, trova qualcuno che lo faccia.
Se lo chiedi in prestito, ritornalo.
Se lo usi, abbine cura.
Se lo sporchi, puliscilo.
Se lo sposti, rimettilo al suo posto.
Se appartiene ad altri e lo vuoi usare, chiedine il permesso.
Se non bussi, non entrare.”

E voi?

Quante volte vi siete ritrovati a non concludere quello che avete iniziato perchè non avevate più energie o interesse per farlo?

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