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Il Bene ed il Male: come possiamo riconoscerli?

Viviamo in un mondo duale

Sempre più spesso mi capita di parlare con persone che, pur avendo un’ottima capacità di comprensione e ragionamento, vedono la vita in bianco e nero: ovvero dividono tutto nei due grandi schieramenti che contrappongono il Bene ed il Male.

Purtroppo la suddivisione tra Bene e Male viene fatta attraverso il filtro del vissuto personale o, per i più evoluti, del vissuto collettivo. Così facendo si falsa totalmente la visione della Vita, rischiando di vedere come bene solo ciò che è in funzione al miglioramento della vita della nostra specie.

Com’è dunque possibile avere la capacità di analisi e malgrado tutto non usarla correttamente?

Come tutti saprete, la mente è uno strumento fantastico ma anche estremamente volubile e soggetto ai capricci del nostro appagamento. Distruggere gli equilibri del pianeta in funzione del benessere personale è demenziale, farlo per il benessere di una specie anche. Purtroppo la maggior parte degli esseri umani se ne sta accorgendo solo ora che Madre Terra comincia a chiedere il conto, e il nostro operato si rigira contro di noi.

A questo punto vi starete chiedendo: cosa c’entra questo con il Bene ed il Male?

Se usciamo dallo schema (instillatoci dalla maggior parte delle grandi religioni) che vede l’essere umano sopra tutte le altre specie animali e vegetali del pianeta, ci risulterà più facile comprendere il bene ed il male.

Se a capo di tutto mettiamo l’universo stesso, la sua evoluzione, la sua armonia, ecco che nello schieramento del Bene metteremo tutte quelle forze che lottano per l’Armonia e l’Evoluzione, mentre in quello del Male tutto ciò che mira alla disarmonia e alla stasi.

Semplice e chiaro ma…

Ora dovremmo soffermarci un attimo sul concetto di Entropia.

Per spiegare in maniera semplice l’entropia basta pensarla come la misura del disordine in un qualsiasi sistema; più è alto il disordine più è alta l’entropia, al contrario, più ci sarà ordine ed armonia più l’entropia sarà bassa.
Possiamo quindi definire l’entropia come la grandezza che fornisce la misura del disordine presente in un sistema.

Naturalmente, nel nostro universo, la tendenza è di andare da un’alta entropia ad una bassa entropia.
Se pensiamo alle leggi della termodinamica, il calore si sposta naturalmente da un corpo più caldo ad uno meno caldo, proprio come i liquidi di due acquari con il principio dei vasi comunicanti, studiato alle scuole medie.
Questo accade anche al nostro universo: la temperatura si sposta da corpi più caldi a corpi più freddi fino ad arrivare a quell’ipotetico equilibrio in cui tutto avrà la stessa temperatura e che scientificamente viene chiamato “Morte fredda dell’Universo”.

Morte fredda: un concetto che mi ha sempre fatto pensare.

Ma è proprio possibile che tutto il sistema universo si muova inesorabilmente verso la morte fredda?!
Dal punto di vista della scienza sembra proprio di sì.
D’altronde ogni organismo ha un’origine e una fine; infatti, il problema è che generalmente la condizione di equilibrio non è reversibile… … …
… … … senza intervento di forze esterne.

Ecco il punto chiaro a pochi: se usciamo dalla termodinamica e pensiamo ad una entropia sociale, le forze del male agiscono veramente in funzione di un male assoluto? O semplicemente, in una visione più ampia, portano ad innalzare il grado di entropia, permettendoci così di continuare questo meraviglioso viaggio di crescita che chiamiamo vita?

Questo non vuol dire che dobbiamo accettare il male in una visione semplicistica di Amore universale (alla vogliamoci tutti bene), perché in questo modo elimineremo la funzione stessa del male portando l’entropia ad un brusco abbassamento ed andando verso la morte stessa del sistema (ma alcuni dicono che sia l’illuminazione).

Allora qual’è la scelta giusta da fare?

Quale può essere la scelta giusta in assoluto io non posso dirlo, posso solo raccontarvi qual’è la mia decisione.

La mia scelta è di considerare il Male e tutto ciò che lavora in funzione della stasi e della disarmonia come un grande nemico e lotterò con tutte le mie forze per sconfiggerlo, consapevole che sarà proprio questa mia lotta a permettermi di evolvere e comprendere.

Detto questo la grande sfida sarà farlo senza odio né rancore, come giocatori di un unico grande e meraviglioso gioco. Oramai il gioco mi è diventato così chiaro, che lo scopo della mia vita non è nemmeno più vincere, ma semplicemente giocare al meglio delle mie possibilità ogni nuova sfida si presenti.

Quanta gente conoscete che è sempre in guerra contro tutto e tutti, riempiendosi la vita di negatività auto generata?

E voi?

Quante volte vi siete impediti di godervi il gioco, perché troppo coinvolti nella rabbia, l’odio o il rancore?

Apriamo gli occhi, vediamo nemici e sfide come opportunità di evolvere, divertiamoci a giocare, e alla fine impariamo dai risultati.

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